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“Amici”: una storia che non finisce mai!

Siamo nel febbraio 1966 e l’Atalanta sta attraversando un momento difficile. La squadra è affidata a Stefano Angeleri, subentrato ad Ettore Puricelli solo dopo 6 giornate. Nelle prime 5 gare del girone di ritorno l’Atalanta ha conquistato due soli punti pareggiando in casa con la Juventus ed a Brescia. La cosa ha creato un clima di tensione. Anche i supporter più accaniti attenuano il loro sostegno alla squadra.

Elio Corbani collaboratore de L’Eco di Bergamo incontrandosi con il direttore mons. Spada gli propone di costituire anche a Bergamo un club di “Amici dell’Atalanta” con l’unico scopo di sostenere la squadra, a prescindere dai suoi risultati. Suggerisce che sia L’Eco di Bergamo a lanciare questa iniziativa, facendo rilevare come persino dalla Svizzera un gruppo di bergamaschi aveva proposto la nascita di un Club di sostenitori. Passano solo tre giorni e giovedì 10 marzo su l’Eco di Bergamo in un palchetto su 4 colonne appare la notizia: “Lanciamo il Club Amici dell’Atalanta”.

L’Atalanta accoglie con entusiasmo l’iniziativa, ma soprattutto la accolgono con entusiasmo i bergamaschi. Nel giro di qualche settimana si iscrivono 250 club  e oltre 2000 soci individuali!

Viene costituito un comitato composto da due rappresentanti dell’Atalanta (Pino Pozzoni ed il comm. Emilio Lombardini) due rappresentanti de L’Eco di Bergamo (Elio Corbani e Carlo Bianchi). Felice Gimondi viene nominato primo “socio onorario “ del Club.

Il nuovo statuto prevede che oltre a due rappresenti dell’Atalanta e de L’Eco di Bergamo facciano parte del Consiglio anche due rappresentanti dei Club. Vengono eletti Luigi Patelli di Zandobbio e Pierino Moretti di Nembro. Il segretario nominato dal presidente è Alberto Pellizzoli che dopo un paio d’anni si trasferirà a Montecarlo per lavoro. Gli subentrerà il giornalista de L’Eco Arturo Zambaldo che poi sposerà Maria Maura Tironi alla quale era affidato il compito di tesoriere, ruolo che continua a ricoprire anche oggi con meticolosa attenzione.

Fra le prime attività la creazione di carovane di pullman al seguito della squadra. Si parte con uno, due tre pullman. Per gli spareggi di Bologna (giugno 1971) si arriva a 20 pullman ma il recordo lo si tocca in occasione dello spareggio di Genova contro il Cagliari 143 pullman. Si organizzano anche treni speciali. Chi dirige questa non facile organizzazione è Pierino Moretti, con il coordinamento di Zambaldo che si avvale della collaborazione delle Forze dell’ordine.

Settimanalmente o quasi nei vari Club si organizzano le cene con la presenza di giocatori oltre che un rappresentante dell’Atalanta e del direttivo del Club. Sono cene che riuniscono una infinità di sostenitori.

Nel Palazzetto dello sport cittadino  si organizza una serata per scegliere il primo inno dell’Atalanta. Fu scelto quello del musicista bergamasco Franco Fratelli.

L’Eco di Bergamo riserva da sempre ampio spazio per illustrare le iniziative del Club.

Altra attività importante: la vendita dei biglietti per lo stadio. Gli Amici dell’Atalanta fanno “guerra” ai bagarini e la vincono soprattutto in occasione delle partite importanti perché ogni acquirente può acquistare al massimo due biglietti.

Nel 1984 muore il presidente Pino Pozzoni che con la sua passione, la sua generosità (anche sotto l’aspetto economico) la sua affabilità e la signorilità è risultato determinante per la crescita del Club. Per ricordarlo vengono istituiti tre premi che portano il suo nome “per il personaggio che nel tempo ha dato un importante contributo all’attività della società”. “per il giornalista che ha raccontato nel tempo le vicende nerazzurre”. “per il Club Amici dell’Atalanta che si è distinto nel tempo per la sua attività”. I premi vengono consegnati ogni anno nel corso di un incontro che si tiene presso il Centro congressi Giovanni 23°, a Bergamo, alla presenza di dirigenti e giocatori dell’Atalanta e dell’intero settore giovanile.

A partire dal 1990, dopo la scomparsa di Cesare Bortolotti, il premio per il personaggio della società verrà intitolato a Cesare e due anni dopo a Cesare e Achille Bortolotti.

A partire dal 1995 il premio per il giornalista porta il nome di Remo Capelli vice presidente del Club Amici dell’Atalanta. Dal 1997 a questi riconoscimenti si aggiunge la Targa Federico Pisani (a ricordo dello sfortunato giocatore perito durante un incidente stradale qualche mese prima) per il miglior giovane del vivaio.

A Pino Pozzoni subentra nel ruolo di presidente il comm. Livio Mondini vicepresidente Remo Capelli. Dopo due mandati gli subentra Felice Gimondi affiancato oltre che da Remo Capelli anche da Orfeo Scarpellini il quale per ricordare quello splendido campionato che ha portato l’Atalanta a giocare in Coppa UEFA stampa con la sua tipografia un opuscolo nel quale sono pubblicate tutte le pagine de l’Eco di Bergamo attraverso le quali si può in pratica conoscere lo straordinario campionato de l’Atalanta.

Gimondi rimane in carica per due anni poi è Titta Rota a prendere il suo posto su invito di Antonio Percassi neo presidente della società. Vice presidente è Remo Capelli che muore nel 1995 dopo aver dato il suo grande apporto alla società per 35 anni ed essere stato a lungo vice presidente del Club.

Dal 2004 la presidenza del Club viene affidata a Marino Lazzarini, Titta Rota diventa presidente onorario. Lazzarini guida gli Amici dell’ATALANTA con stile passione competenza e generosità. Grazie a lui rinasce la Camminata che raccoglie al termine di ogni stagione migliaia di bergamaschi che si riconoscono nell’Atalanta. Vice presidente è Mario Bresciani (subentrato a Remo Capelli dopo la sua scomparsa).

Nel giugno del 2003 scompare Mario Bresciani (il suo posto di vice viene preso da Umberto Bortolotti quale rappresentante della società) . Ogni anno gli Amici dell’Atalanta, organizzano un torneo di calcio riservato ai Club, per tener vivo il suo ricordo.

L’assemblea degli Amici si tiene ogni due anni. Il Consiglio è composto da due rappresentanti de l’Atalanta, due de L’Eco di Bergamo e sei consiglieri eletti dai Club. Poi ci sono una infinità di collaboratori ai quali si deve moltissimo per l’attività del Club.

Le sezioni della città e della provincia, da sempre, aderiscono alle manifestazioni indette dal Centro di coordinamento svolgendo, inoltre, un’intensa attività nelle realtà locali impegnandosi anche in iniziative di volontariato aiutando, in particolare, chi ne che ha bisogno.

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